«Tra due mesi saranno passati 15 anni da quando la nostra famiglia decise di andare oltre la tradizionale attività di molitura e acquisire La Molisana, allora un marchio da 16 milioni di fatturato e lo 0,3% di quota di mercato. In questi anni si è realizzato un piccolo miracolo in una zona come il Molise, dove non è certo facile crescere per le imprese, e ora abbiamo una quota di mercato Italia del 10,8% (secca e integrale, dato Circana, ndr) dietro il 21% di Barilla, oltre che essere ampiamente in testa nel segmento integrale con una quota del 20 per cento».
Ad affermarlo con orgoglio è Giuseppe Ferro, ad de La Molisana, che non intende fermarsi e annuncia l’intenzione di mettere in campo importanti investimenti per continuare a crescere oltre i 500 milioni di fatturato raggiunti nel 2025 (erano 450 nel 2024). «È appena entrata in funzione una nuova linea per la produzione di pasta corta – dice Ferro – che vale circa 40 milioni di nuovo fatturato, per cui nel 2026 arriveremo almeno a 550 milioni di gruppo, di cui 400 milioni dovuti solo alla pasta (di cui circa il 12% realizzati con i marchi del distributore, ndr). E siamo arrivati a questo punto anche con il debito a zero».
L’intenzione è di investire ancora, dopo i circa 200 milioni già messi in pista negli ultimi anni, senza lasciare il Molise. «Avvieremo un nuovo molino con pastificio, operazione per cui servono oltre 100 milioni di euro – continua Ferro – e siamo felici di restare sul nostro territorio dove non c’è delinquenza e si lavora bene, soprattutto se pensiamo che diamo la possibilità alle persone di non abbandonare la loro terra d’origine».







