“Basta Basta/ Free tutti i maranza/Cifra troppo alta mamma mi è svenuta in banca/ Qualcuno ci aiuti, cazzo, serve un’ambulanza/ Rapapapapapapapa/ Basta!”: comincia così il nuovo singolo di Basta, pubblicato a sorpresa nella notte tra il 5 e il 6 febbraio dal rapper italo-tunisino Ghali su tutte le piattaforme. Era un brano atteso dai fan e già anticipato nei mesi scorsi durante alcuni concerti ma che arriva proprio ora, in una data simbolica: la giornata della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, evento che ha messo il suo nome al centro del dibattito pubblico nell’ultimo periodo.
Ghali, il post-denuncia: “Non ho potuto cantare l’inno”
di Maurizio Crosetti
Basta rappresenta un ritorno potente per Ghali, che lo riporta non solo al centro di ciò che conta per lui – l’espressione artistica – ma anche politico-culturale in un’Italia sempre più dominato dalle destre. Ghali Amdouni, nato a Milano 32 anni fa, solo ieri aveva scritto una lettera denunciando di non aver potuto cantare l’Inno di Mameli, nella serata inaugurale di Milano-Cortina, dopo l’iniziale richiesta da parte degli organizzatori:
“A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.











