VICENZA - La Apple è nata in un garage, la Neri Pozza in un'osteria. La clinica ostetrica dove si viene al mondo dice molto sulle proprie origini: nerd solitari e smanettoni gli uni, amici conviviali e fracassoni gli altri. Accadeva ottant'anni fa, a Vicenza: nasceva una delle case editrici più originali e pionieristiche non solo del Veneto, ma dell'Italia intera. Viene plasmata a immagine e somiglianza del fondatore, Neri Pozza, appunto, un eclettico artista che faceva libri con lo stesso spirito con cui maneggiava il bulino dell'incisore.
Era il 1946 quando «una brigata di "teste calde" riunite in un'osteria, animate dal desiderio di dar voce a chi aveva qualcosa di importante da dire, in un'epoca in cui la ribellione era spesso l'unico modo per farsi ascoltare», ricorda una nota che celebra l'anniversario. «Ottant'anni non sono solo un traguardo: sono un patto rinnovato con chi continua a credere che i libri siano ancora il luogo privilegiato in cui porsi domande, immaginare risposte e trovare riparo», afferma Andrea Pietro Faltracco, amministratore delegato della Neri Pozza e del gruppo editoriale Athesis, che oggi ne è proprietario. Formidabili quegli anni per Vicenza, quando la città doveva risorgere dalle lacerazioni della guerra. Neri Pozza era finito due volte in prigione, nel 1944 e 1945, per antifascismo: faceva parte del Partito d'Azione e la ricostruzione degli animi si avvaleva del contributo di scrittori come Guido Piovene, Fernando Bandini o Goffredo Parise, con gli ultimi due che esordiscono nel mondo dei libri proprio grazie a Neri Pozza.













