Non era soltanto un editore Neri Pozza, scomparso nella sua Vicenza nel 1988. Certo a noi oggi questo nome evoca soprattutto una casa editrice, fondata a Venezia nel 1946, e trasferita sotto i Berici una decina d'anni dopo. Neri Pozza era stato un artista pittore, scultore un attivo antifascista, arrestato tra il 1943 e il 1945, e in seguito, anche autore di pregevoli racconti letterari.

Ora la casa editrice che porta il suo nome li ristampa tutti assieme, a cura di Luca Scarlini, con il titolo "Storie veneziane". Il tratto che accomuna gli scritti pozziani è di essere racconti storici ambientati a Venezia o nella Terraferma della Serenissima. L'esordio letterario avviene nel 1969 presso Vallecchi con "Processo per eresia".

«Si tratta di storie - osserva Scarlini - che erano talvolta già uscite su riviste, ma ricomposte in una visione unica che è in primo luogo una riflessione su artista e potere. Nove storie che corrono tra il 1510 e il 1579, nell'epoca tra Rinascimento e Controriforma, in una terra veneta inquieta e pervasa di eresia, data la vicinanza con i paesi protestanti e la presenza a Venezia del Fontego dei Tedeschi, guardato a vista dalla Serenissima, ma comunque luogo di diffusione di idee di rivolta. Pozza gioca magistralmente con il dialetto e non indietreggia di fronte a storie boccaccesche, come l'incantevole "Siora Paola", che mette in campo Vittore Carpaccio impegnato a dipingere il ritratto della Sgualda, giovine nobildonna napoletana, finita per matrimonio con un vecchio Erizzo, a cui rende la vita impossibile, folleggiando tra feste e amanti».