Nei confini attuali, l’Arabia Saudita esiste (all’incirca) da un secolo; ma guardando a ritroso nel tempo, la dinastia regnante degli al-Saud ha avuto vari periodi di espansione e di declino, e allo zenit della sua potenza, nel Settecento, controllava un territorio persino più vasto di quello di oggi, che includeva gli attuali Emirati Arabi Uniti, il Qatar, il Bahrein e porzioni dell’Oman, dello Yemen e dell’Iraq; c’è tutta una storia di guerre che ha portato, più volte, le frontiere del Regno ad allargarsi o a restringersi, fino alla configurazione attuale.
L'abito e l'arma che appartennero a Abdullah bin Saud (foto di Luigi Grassia)
Però c’è un luogo che al mutare del territorio è sempre rimasto il cuore dello Stato saudita, cioè la cittadella fortificata di At-Turaif, oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco e destinazione che è diventato possibile visitare da quando l’Arabia si è aperta al turismo. Restaurata e portata a nuovo splendore, At-Turaif oggi è un gioiellino storico e architettonico; conviene visitarla alla sera, quando è resa viva da effetti luminosi e multimediali straordinari, che (fra l’altro) raccontano in modo avvincente le guerre a cui abbiamo accennato.
I resti della moschea (foto di Luigi Grassia)








