«Da vicepresidente del Consiglio sono orgoglioso perché il Ponte, il Mose, le riforme sono possibili grazie alla compattezza del gruppo», ha detto in conferenza stampa, rilanciando anche il sì al referendum sulla riforma della giustizia. Poi ha respinto le accuse di voler limitare i poteri della magistratura contabile: «Non c’è mai stata nessuna norma che limitava i poteri di controllo della Corte dei Conti». Attaccando l’Associazione nazionale dei magistrati contabili, colpevole – a suo dire – di una «contestazione preventiva». «È incredibile che sia uscito un documento che contestava delle norme di un decreto che devo firmare io senza che il decreto fosse stato scritto» ha puntellato.
Altro capitolo, la nomina di Pietro Ciucci a commissario per il Ponte sulla quale non c’è alcun conflitto di interesse: «Ciucci non è l’amministratore delegato di una società privata, perché la società Stretto di Messina è interamente pubblica». Tuttavia, per sgombrare il campo, Salvini ha annunciato che sarà soltanto il ministero a farsi carico di tutti i procedimenti necessari: dai rapporti con la Corte dei Conti al dialogo con Bruxelles, fino all’avvio dei cantieri. C’è spazio anche per il dopo Vannacci: «L’uscita di Vannacci? Non ci rimango più male. Cito il libro della professoressa Parsi, recentemente scomparsa: "Ingrati".








