Ventotto medici, sei ore di sala operatoria e una procedura mai tentata prima in Italia per rimuovere un tumore gigante dal petto di una bambina. È la storia del “miracolo” della piccola Sofia, operata quando ancora era sospesa tra la vita intrauterina e il mondo esterno, per sconfiggere una patologia rarissima. È successo lo scorso 31 dicembre all’Azienda Ospedaliera di Padova, quando a Sofia è stata rimossa una massa tumorale di 14 centimetri che le opprimeva il torace. Un mix di tecnologia d’avanguardia e sangue freddo ha portato al successo di questo intervento record.

La storia

Quando i medici hanno scoperto che Sofia era affetta da un rarissimo tumore polmonare (un FIL, riportato solo 23 volte nella letteratura medica mondiale), hanno capito che la piccola non avrebbe mai potuto respirare una volta fuori dall’utero: la massa era così grande da averle schiacciato i polmoni e spostato il cuore nella parte destra del petto. Per salvarla, i chirurghi hanno agito in “fase di transizione”, dopo un parto a metà.

Sofia è stata estratta solo parzialmente con un taglio cesareo. Mentre era ancora collegata alla placenta materna, che le forniva ossigeno, i medici l’hanno connessa all’Ecmo, un macchinario per la circolazione extracorporea, bloccando temporaneamente il cordone ombelicale.