"Con la manovra '26 abbiamo previsto il Piano per la salute mentale atteso da 13 anni, con un capitolo dedicato ai minori: è previsto un finanziamento pari per il '26 e 85 milioni, di cui 0 vincolati ad assunzioni mirate per seguire in particolare i giovani.
Abbiamo ragazzi che soffrono e famiglie allo stremo, non possiamo più guardare dall'altra parte, ora le risorse ci sono: un ragazzo che soffre di disagio mentale non è un fallimento ma ha diritto ad esser curato bene e in tempo".
Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time alla Camera.
Nel 2016, ha affermato Schillaci, "è aumentato l'uso di psicofarmaci in età evolutiva, che però rimane in Italia al di sotto della media Ue. Non siamo davanti a un'ondata post covid e spesso il disagio è osservato troppo tardi: servono approcci specifici e competenze neuropsichiatriche dedicate, dobbiamo superare la disparità territoriali e stiamo rafforzando la rete per il riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo".
Il primo obiettivo, ha spiegato Schillaci, è "superare la frammentazione dei dati: abbiamo sviluppato il Sistema Informativo della Salute Mentale in età evolutiva ma dobbiamo anche tracciare l'intero percorso con Ambulatori e servizi semiresidenziali". Il secondo punto riguarda le "disparità territoriali che sono inaccettabili: al Centro e al Sud - ha sottolineato - la carenza di posti letto specialistici costringe a ricoveri impropri. Ragazzi ricoverati in reparti per adulti. O in pediatrie generaliste. Questo non è accettabile". Il terzo punto è la prevenzione: "L'Istituto Superiore di Sanità sta rafforzando la rete che parte dal riconoscimento precoce dei disturbi del neurosviluppo.





