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Il ministro dell'Università a gamba tesa: “Non è dissenso, è esaltazione della violenza”

Sui muri dell’Università di Torino non è comparsa semplice vernice, ma messaggi pericolosi. “+ sbirri orfani / + orfani / + vedove”, “+ pirati – sbirri”, “Free Gaza / Dalla terra al mare / Sappiamo da che parte stare”: slogan che parlano il linguaggio dell’odio e della violenza, affiorati negli spazi occupati dell’ateneo alla vigilia della manifestazione di sostegno ad Askatasuna andata in scena sabato scorso.

Non scritte isolate, né la solita bravata da collettivo in cerca di visibilità. È questo il punto che il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha voluto chiarire in un intervento su X, accompagnato dalle fotografie delle frasi comparse sui muri. “Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all'intero sistema universitario italiano”, le sue parole: “Queste immagini rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l'aggressione alle forze dell'ordine rivendicata come pratica politica, l'attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche”.