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I soliti noti di Cambiare rotta hanno messo nuovamente nel mirino il ministro dell'Università: "Rifiutiamo l’elmetto e la guerra negli spazi di formazione"

L'università di Bologna continua a essere al centro delle polemiche per il manipolo di esponenti di collettivi e centri sociali che a ogni piè sospinto sono pronti a protestare per qualunque cosa non sia di loro gradimento. Non è un caso che il capoluogo felsineo venga anche chiamato "Bologna la Rossa" ma ora le proteste dei militanti sono tutte orientate al no all'arruolamento. Dal governo non si è mai paventata l'idea di una leva generalizzata ma la narrazione dei collettivi rossi, mirata a fare proselitismo tramite la paura, è orientata tutta in questa direzione, usando anche la proposta, rifiutata, dell'Alma Mater di aprire un corso di filosofia per i militari. A guidare la protesta, ancora una volta, Cambiare Rotta, organizzazione giovanile della Rete dei Comunisti, che è diventata capillare in scuole e università.