Era il febbraio 2021 quando il rover chiamato Perseverance, un robot su ruote dotato di telecamere, è atterrato su Marte, con l’obiettivo di caratterizzarne la geologia e il clima, raccogliendo campioni di rocce e aprendo così la strada all'esplorazione umana.
Sviluppato dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, in California, il dispositivo è operativo nel cratere Jezero, largo 45 chilometri, dove miliardi di anni fa era contenuta acqua, che potrebbe aver reso possibile la vita microbica.
La situazione finora
Oggi il movimento del veicolo avviene secondo una sequenza definita. Anzitutto, i tecnici del laboratorio californiano elaborano le indicazioni di spostamento (i cosiddetti waypoint) e le inviano ai tecnici delle tre stazioni operative terrestri (California, Spagna, Australia), che provvedono a trasmetterle, sotto forma di segnali radio, al robot. Una volta ricevute le istruzioni, quest’ultimo le esegue: avanza, si sposta, si gira, monitora il terreno, scatta immagini ad alta risoluzione. I dati ricavati vengono poi trasmessi alla Terra: qui gli esperti li analizzano e, sulla base di ciò che emerge, elaborano le indicazioni successive.
Lo sviluppo dell’IA supera la capacità degli esseri umani di controllarne i rischi






