PARIGI – «Sono una parigina e vedo la città che amo declinare», ripete Sarah Knafo, 32 anni, nuovo astro dell’estrema destra francese. L’eurodeputata di Reconquête, il partito di Eric Zemmour, si è lanciata nella campagna per il comune di Parigi da meno di un mese e in alcuni sondaggi sfiora il 10 per cento, con la possibilità concreta di arrivare al secondo turno. Una tendenza a sorpresa in una capitale governata dalla sinistra da oltre vent’anni, dove fino a poche settimane fa la favorita per l’alternanza era la candidata della destra Rachida Dati. Per l’attuale ministra della Cultura, che lascerà l’incarico tra qualche giorno per dedicarsi solo alla campagna in vista del voto di metà marzo, l’irruzione di Knafo è una pessima notizia.

"Parigi sarà un laboratorio di ciò che può fare la destra quando arriva al potere”

Ex allieva dell’Ena, passata dalla Corte dei conti, Knafo è onnipresente nei media della galassia Bolloré. In coppia con Zemmour, con cui ha condotto la battaglia per le presidenziali del 2022 e poi quella delle europee, promette ora di trasformare Parigi in «un laboratorio di ciò che la destra può fare quando arriva al potere locale». La campagna si costruisce attorno allo slogan della “ville heureuse”, la “città felice”. Nei giorni scorsi ha proposto un piano di tagli da dieci miliardi di euro in dieci anni, con l’obiettivo di dimezzare i dipendenti comunali e privatizzare la raccolta dei rifiuti. Non vuole essere definita di estrema destra. «Assolutamente no. Non ho un’oncia di estremismo in me», insiste, presentandosi come una donna “normale” che chiede una città dove «non si abbia paura uscendo per strada e si possano mandare i figli a scuola perché imparino qualcosa».