Lo scorso anno Mediolanum ha visto l'utile salire a 1,24 miliardi (+11%), performance che permetteranno al gruppo di distribuire 924 milioni di dividendi, con una cedola di 1,25 euro per azione. Il dividendo registra una crescita del 25% in più rispetto al 2024, generata sia da operazioni straordinarie sia grazie alle performance dei mercati. Del monte dividendi 370 milioni andranno alla famiglia Doris (azionista del 40%) e oltre 277 milioni alla Fininvest degli eredi di Silvio Berlusconi socia al 30%. Ai dipendenti e ai 6.798 family banker con un bonus straordinario di 2.000 euro ciascuno.
L'ad Massimo Doris ha parlato di «risultati di assoluto rilievo», con le masse amministrate che toccato il massimo storico a 155,8 miliardi (+12%) «grazie al favorevole andamento dei mercati e, soprattutto, agli eccellenti flussi di raccolta, con una dinamica particolarmente robusta nella componente gestita». La raccolta netta totale è stata positiva per 11,6 miliardi (+11%) e la gestita ha superato i 9 miliardi (+18%): entrambi i risultato sono i migliori della storia della banca. Nel 2026 la raccolta netta in risparmio gestito è prevista in linea con i 9 miliardi dell'anno passato.
Positivi anche i conti della Popolare di Sondrio: nel 2025 l'utile netto è stato di 648 milioni (+12,7%), pari «al migliore risultato nella storia della banca». Il margine di intermediazione è salito del 2,3% a 1,7 miliardi, con margine di interesse a 1,1 miliardi (+1,1%) e commissioni nette a 470,6 milioni (+8,3%). In aumento del 14,5% a 739 milioni i costi operativi, principalmente per l'Opas lanciata da Bper.











