Duro scontro alla Camera sull’emergenza maltempo e su ciò che il governo intende fare per affrontare i danni provocati dalle forti piogge al Sud, in particolare per affrontare i danni a Niscemi. In una informativa il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha illustrato prima la situazione, poi il piano. E dai banchi dell’opposizione sono arrivate dure critiche. In particolare dalla segretaria Dem Elly Schlein. Che ha attaccato la premier Giorgia Meloni e il governo.
Se i cittadini pagano il crollo di Niscemi
Ma andiamo con ordine. Dal 18 gennaio scorsi «si sono verificati eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato i territori della Regione siciliana, della Sardegna, della Calabria, con precipitazioni intense e persistenti 20 forti e mareggiate davvero senza precedenti. I fenomeni maggiori si sono verificati nelle zone costiere nella Sicilia orientale e meridionale nella Calabria ionica e nella Sardegna meridionale e orientale in particolare nelle province di Vibo Valencia, Ogliastra e Messina le precipitazioni hanno raggiunto valori superiori a 500 mm» ha spiegato ministro per la Protezione civile. Spiegando che «gli eventi sono stati caratterizzati da onde che hanno registrato in prossimità delle coste altezze e con valori massimi di oltre 8 metri, per esempio in Sicilia oltre 6 m in Sardegna, ma il picco di 16 m è stato registrato nella giornata del 20 gennaio dalla boa onda metrica d'altura dell'Ispra posta in mare aperto nel canale di Sicilia a seguito delle piogge a partire dal 20 gennaio - dice ancora - si sono poi verificati innalzamenti di numerosi corsi d'acqua con criticità segnalate in Sardegna, anche se alcune dighe per le quali si è reso necessario il rilascio graduale e controllato al fine di mitigare il rischio idraulico nella parte a valle». «Il sistema di protezione civile risulta aver dimostrato la validità, l'efficienza e l'efficacia del sistema di allerta nazionale per il rischio idraulico idrogeologico e dai 20 m avversi- aggiunge - Dobbiamo salutare con grande sollievo il fatto che almeno questa tragedia non abbia registrato vittime che avrebbe reso ancora più pesante e drammatico il bilancio. Dichiarato lo stato di emergenza e di rilievo nazionale nella seduta del governo del 26 gennaio scorso è stata subito adottata l'ordinanza del capo del Dipartimento di Protezione Civile, volta a disciplinare i primi interventi urgenti finalizzati a fronteggiare l'emergenza e con cui si è provveduto anche alla nomina dei commissari delegati per l'espletamento delle necessarie attività naturalmente come prevede il codice di protezione civile nelle persone dei rispettivi presidenti delle tre regioni».











