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I corpi trovati in fila, il cane chiuso in auto e le incongruenze nei racconti aprono a nuove ipotesi investigative sul triplice omicidio a Montagnareale, nel messinese
Il mistero del triplice omicidio avvenuto nei boschi di Montagnareale, nel Messinese, potrebbe essere vicino a un punto di svolta. A una settimana dal ritrovamento dei corpi senza vita di tre cacciatori, uccisi a colpi di fucile nel cuore dei Nebrodi, gli inquirenti avrebbero individuato un quarto uomo presente sulla scena del crimine. Una figura rimasta finora sullo sfondo e che ora risulta formalmente indagata.
La certezza che sta maturando tra gli investigatori è che, quella mattina, i tre uomini non fossero soli. Nel fitto della contrada Caristia, dove sono stati trovati i cadaveri di Antonio Gatani, 82 anni, e dei fratelli Giuseppe e Devis Pino, di 44 e 26 anni, c’era almeno un’altra persona. Un testimone chiave, forse qualcosa di più, il cui ruolo potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire l’accaduto.






