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Il nome "Futuro nazionale" fu registrato nel 2011 da Riccardo Mercante, poi divenuto consigliere regionale del M5S in Abruzzo. Deceduto nel 2020, il marchio ora appartiene ai suoi eredi
È l’uomo più discusso del momento. Criticato per aver abbandonato il suo partito per fondarne uno nuovo di chiara impronta sovranista ed euroscettica. Stiamo parlando di Roberto Vannacci che con le sue mosse, ha fatto rumore nel panorama politico italiano. Sono passate solo poche ore dal suo addio a Matteo Salvini che già sulla strada del parlamentare europeo, vi è un grosso ostacolo.
Vannacci, infatti, non può chiamare “Futuro Nazionale” il suo nuovo partito. Questo nome è già stato registrato il 25 febbraio 2011 all’Ufficio brevetto e marchi del ministero delle Imprese della Repubblica italiana. A depositarlo il 3 settembre 2010, come riporta Franco Bechis in un articolo pubblicato da Open-online, fu un certo Riccardo Mercante, promotore finanziario di Giulianova.













