Domiciliari per Francesco Simionato, obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri: ha deciso così stamattina la giudice Irene Giani al termine dell’udienza di convalida dell’arresto dei tre manifestanti finiti in manette dopo la guerriglia di sabato al termine del corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna, a Torino. In sostanza i tre escono tutti dal carcere Lorusso e Cutugno, dov’erano entrati dopo le quasi due ore di guerriglia in corso Regina Margherita.

Simionato, 22 anni di Grosseto, è accusato di concorso in lesioni e rapina perché faceva parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista. Campaner, 35enne di Grugliasco, e Desideri, torinese di 31 anni, hanno partecipato al lancio di pietre e bottiglie verso le forze dell’ordine.

Nell’ordinanza si legge che quella avvenuta a Torino il 31 gennaio è stata una vera e propria “guerriglia urbana” preceduta da un’azione “evidentemente preordinata e organizzata” da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. La giudice ha anchefatto cenno alla “brutale aggressione” subito da una troupe della Rai.

Salvini: “Gli arrestati già a piede libero. Vergogna”

"Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale". Lo scrive sui social pubblicando un articolo di Torino today (dal titolo: "Scontri e devastazione Askatasuna, scarcerati gli uomini arrestati") il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini.