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Lo riferiscono fonti legali. Si rafforza la tesi della “legittima difesa” del poliziotto
Una distanza di sparo maggiore a 25 metri di distanza, ancora superiore a quanto dichiarato dal poliziotto che lo scorso lunedì ha sparato ad Abderraim Mansouri, noto come Zack, in una zona di spaccio a Rogoredo, quartiere della periferia di Milano. Lo riferiscono fonti legali, dopo che oggi con il proprio consulente, il dottor Dario Redaelli, hanno partecipato alle operazioni peritali autoptiche. Questo dato rafforza la tesi che il poliziotto abbia detto la verità quando ha riferito di avere sparato per “legittima difesa”. Mansouri avrebbe - secondo il suo racconto - estratto una pistola a salve, ma l’agente - temendo per la propria vita - ha sparato per difendersi.
È previsto un altro accertamento alla presenza dei legali del poliziotto, il 9 febbraio











