Non si può invocare la legittima difesa per il gioielliere di Grinzane Cavour che inseguì e uccise due rapinatori perché, al momento degli spari, la loro azione era "totalmente conclusa, tanto che erano già usciti dal negozio e si stavano apprestando ad allontanarsi salendo in auto". Lo scrive la Corte di assise di appello nelle motivazioni della sentenza con cui l'imputato, Mario Roggero, lo scorso 3 dicembre è stato condannato a 14 anni e 9 mesi. I giudici hanno spiegato che la riforma del 2019 non ha modificato, nella sostanza, la struttura della 'legittima difesa'.

La condanna di Mario Roggero: “Non mi scuso. Giudici poco coraggiosi, per me è come un ergastolo”

di Giada Lo Porto

È vero che è stata introdotta una norma che parla di legittima difesa sempre applicabile a chi "agisce per respingere una intrusione". L'articolo del codice penale in questione, però, continua a contenere un riferimento a un comma introdotto nel 2006, che "implica necessariamente che il respingimento dell'intruso può essere giustificato solo se sia in corso di svolgimento un attacco o il pericolo di aggressione", e che "la difesa armata sia necessaria". Ma non è questa, secondo la Corte, la cornice in cui inserire il duplice omicidio, commesso il 28 aprile 2021. Al momento degli spari, infatti, "né Roggero né i suoi familiari erano esposti al pericolo concreto di un'offesa". E la reazione "non può essere né anticipata né posticipata".