Un supplemento investigativo sul caso della morte di Angelo, il bimbo di 14 mesi, residente in un comune a pochi chilometri da Otranto, curato dai genitori con medicina omeopatica e nutrito esclusivamente con latte materno. Anche quando il piccolo venne colpito da un’influenza (con picchi superiori ai 39 gradi) a causa di una polmonite, non vennero modificate né terapie e neppure le cure. E il cuore del piccolo cessò di battere il 7 giugno 2023. Padre e madre hanno chiuso la propria vicenda giudiziaria, già da tempo, patteggiando 2 anni di reclusione con l’accusa di omicidio colposo beneficiando comunque della pena sospesa e della non menzione.

Ora, però, su richiesta del gip del tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, verrà approfondita la posizione del medico oculista, che avrebbe visitato il bambino nei giorni in cui era stato colpito dalla febbre. Secondo gli inquirenti, prescrisse un medicinale omeopatico “senza suggerire ai coniugi di rivolgersi a un pediatra e disporre più opportuni accertamenti clinici e strumentali per individuare le cause dello stato febbrile del minore per individuare un appropriato approccio terapeutico idoneo a scongiurare complicanze”.

Dopo una iniziale richiesta archiviazione, il giudice ha deciso di disporre nuove indagini: sarà una perizia affidata al medico legale Marco Sani e allo specialista in pediatria, Alessandro Castrica, entrambi di Roma, ad accertare se si debba ravvisare un nesso di causalità tra la mancata ospedalizzazione del bambino e la sua morte, provocata da una polmonite interstiziale di probabile origine virale. Su questa tragedia, i carabinieri accesero un faro nell’immediatezza facendo luce sul contesto familiare in cui morì il piccolo: i genitori di Angelo, infatti, erano conosciuti come persone contrarie alle vaccinazioni.