L’Olimpiade italiana, come si sa, sarà un’Olimpiade diffusa in più città e persino più regioni. Ed è implicito in ciò il fatto che siano talvolta enormi le distanze tra i luoghi di gara. Con l’arrivo degli inviati da tutto il mondo, sui giornali stranieri iniziano a montare il malcontento e la polemica su una scelta che nelle intenzioni del Cio sarebbe innovativa e meno impattante.
(reuters)
L’attacco del New York Times: “Un incubo logistico”
"La 25ª edizione dei Giochi Invernali, che iniziano questa settimana, avrà otto sedi diverse distribuite su circa 8.500 miglia quadrate nel nord Italia, un incubo logistico che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, l’aumento dei servizi ferroviari o l’estensione delle linee di autobus come una sorta di vittoria entusiasmante di fronte al rischio della sconfitta” attacca un articolo del New York Times. “Le sedi sono distanti centinaia di miglia l’una dall’altra e persino quelle apparentemente più vicine sono separate da strade di montagna tortuose e ghiacciate e da vaste vallate. La gara di discesa libera maschile si terrà a Bormio, a nord di Milano. Lo sci nordico sarà in Val di Fiemme, il biathlon ad Anterselva, vicino al confine con l’Austria. I funzionari hanno presentato questa scelta come innovativa e sostenibile, evitando grandi nuove costruzioni e migliorando invece le infrastrutture locali, come la rete stradale attorno al tunnel benedetto dal vescovo. Hanno inoltre promosso la strategia diffusa come un regalo per gli spettatori, offrendo loro l’opportunità di esplorare una parte più ampia dell’Italia”.













