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Ultimo aggiornamento: 16:26
Le forze militari del presidente siriano ad interim, Ahmad al-Sharaa, stanno entrando da ieri nelle città del Rojava nella Siria nord-orientale. La prima a essere invasa dai mezzi corazzati di Damasco è Hasakah – capitale del Rojava- in base a un nuovo accordo firmato venerdì scorso tra il governo centrale siriano e le Syrian Democratic Forces (Sdf) a guida curda. Le unità del Ministero dell’Interno di Damasco hanno inoltre iniziato a dispiegarsi nei principali centri urbani dell’ex regione autonoma, come Qamishli.
Questo accordo, raggiunto subito dopo l’estensione del cessate il fuoco, segna un passo fondamentale verso il pieno controllo governativo su aree a lungo amministrate autonomamente dal PYD. È il partito che aderendo alle teorie di autonomia confederalista- democratica – socialista di Abdullah Ocalan, nel 2013 ha gettato le fondamenta di questo inedito esperimento sociale in Medio Oriente difeso finora dalle Sdf.
Con questo patto sembrano terminati, almeno per ora, i giorni di intensi combattimenti tra le truppe di al-Sharaa e le Sdf, fino a qualche mese fa ancora sostenute dagli Stati Uniti. Gli scontri erano scoppiati il mese scorso dopo il fallimento dei colloqui, durati per tutto il 2025, circa un piano per integrare le unità curde nelle forze di sicurezza siriane del dopoguerra, in seguito al rovesciamento del governo di Bashar Assad nel dicembre 2024. In base all’accordo, i combattenti curdi saranno gradualmente assorbiti nell’apparato di sicurezza ufficiale siriano ma non a livello individuale. Mazloum Abdi, il comandante curdo a capo delle Sdf è riuscito almeno a ottenere che questa sua richiesta venisse soddisfatta da Damasco.












