È arrivata un’importante schiarita per l’export di formaggi italiani, uno dei settori cardine dell’alimentare made in Italy con esportazioni per circa 6 miliardi di euro: è stata infatti annunciata dalle autorità cinesi la riduzione dei dazi dall’attuale regime che oscilla tra una tariffa minima del 28,6% ma che può arrivare fino al 42,7% a una nuova forchetta compresa tra il 9,5 e l’11,7 per cento.

Il sistema fu messo a punto dalle autorità cinesi un anno fa per colpire i formaggi europei in risposta alle misure Ue sull’import di motori elettrici dalla Cina. Ma ora la penalizzazione viene ridimensionata. Secondo Assolatte, «in attesa della valutazione completa delle motivazioni, il risultato indica che Pechino ha riconosciuto almeno parte delle argomentazioni difensive presentate dall’Unione europea. In un primo momento le autorità cinesi avevano chiesto di verificare se alcune misure di sostegno alla zootecnia da latte previste dalla Pac, potessero generare distorsioni sui prezzi dei prodotti esportati nel mercato cinese».

«Il nuovo livello tariffario rappresenta indubbiamente un sollievo per il settore – ha commentato il presidente di Assolatte, Paolo Zanetti –. Con una tariffa massima all’11,7% il mercato resta praticabile. Il merito va al lavoro coordinato della Commissione Europea, dei governi nazionali e delle aziende coinvolte, numerose delle quali italiane ma anche francesi, spagnole».