La speranza di Leone XIV è che i Giochi invernali di Milano Cortina possano miracolosamente generare «sentimenti di amicizia e fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport». Alcuni giorni fa il concetto lo aveva inserito pure nel messaggio inviato alla diocesi di Milano nel giorno dell'arrivo della croce olimpica nella chiesa di San Babila.

Ieri mattina, all'Angelus, lo ha ripetuto dalla finestra del Palazzo Apostolico e con particolare enfasi ha aggiunto che si aspetta che l'appello possa essere accolto dalle nazioni in guerra, dando vita alla Tregua Olimpica, antica consuetudine dell'età ellenica. «Venerdì prossimo inizieranno i Giochi e seguiranno i Giochi Paralimpici, queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza di un mondo in pace, è questo anche il senso della tregua olimpica. Auspico che quanti hanno a cuore la pace e sono posti in autorità, sappiano compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo».

Ai fedeli ha rivolto le sue aspettative anche se sa bene che si tratta di un momento storico singolare. Cadono puntualmente nel vuoto tutti i negoziati di pace, i colloqui sono resi sempre più fragili da una geopolitica sempre meno preoccupata delle sofferenze dei civili, o addirittura del numero dei morti. Papa Leone sicuramente immaginava la guerra in Ucraina ormai arrivata al quarto anniversario dall'attacco di Putin, costato finora la vita ad un numero imprecisato di civili (stime Onu indicano 50 mila vittime). Altre nubi però avanzano. Sul fronte mediorientale sono insistenti le voci di un imminente attacco americano in Iran anche se forse la minaccia potrebbe attendere un altro round diplomatico, stavolta guidato dalla Turchia, come ha scritto il quotidiano israeliano Haaretz.