Al funerale gli studenti di un liceo genovese, a loro disse “mi sento sempre là”

La sindaca Salis al funerale di Salmoni (foto Pambianchi)

Genova – Il fazzoletto di Buchenwald sul feretro di legno chiaro e la sua fotografia sorridente in mezzo alla neve, una delle sue passioni: sono queste le immagini simbolo dell'ultimo saluto a Gilberto Salmoni, testimone genovese dell'Olocausto, scomparso domenica a 97 anni.

Nel tempio laico di Staglieno, a Genova, dove si è tenuta la cerimonia funebre, sono arrivati la sindaca Salis e la vicepresidente della Regione, Ferro, ma soprattutto i giovani, una classe del liceo Colombo, dove Salmoni aveva tenuto uno dei suoi ultimi incontri: “Gilberto ha passato il testimone con il suo esempio - ha detto Filippo Biolè, presidente di Aned - E i tantissimi semi che ha sparso hanno germogliato. Ieri a un incontro con oltre 300 ragazzi appena l'ho nominato sono esplosi in un applauso caloroso. Questo è il compito che Aned ha raccolto e che porteremo avanti”.

I ricordi sono molti come quello di Mino Ronzitti, presidente di Ilsrec, che ha sottolineato come Salmoni rispose a Liliana Segre, che si diceva preoccupata per la memoria della Shoah: "La nostra memoria - aveva detto Salmoni - saprà essere raccolta dai tanti giovani che partecipano ai nostri incontri”. Una memoria che era sempre ben impressa in Salmoni: “Io racconto, diceva, ed è un mio dovere - ha ricordato il presidente dell’Anpi, Massimo Bisca - ma mi sento sempre là. E penso a quei volti, a quelle donne e a quegli uomini che non possono raccontare, perché li hanno ammazzati in quei campi. Tutti noi abbiamo fatto un giuramento, di raccontare ciò che è stato, e lo voglio portare avanti fino all'ultimo respiro”.