MILANO – “Per noi”, come comitato organizzatore, “non è un tema che ci coinvolge direttamente perché la sicurezza non è di nostra competenza”. Il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò è intervenuto così, parlando a margine della 145esima sessione del Comitato Internazionale Organizzatore che si è tenuta questa mattina a Milano, sulla presenza degli agenti dell’Ice per la sicurezza della delegazione americana e del vicepresidente Usa J.D.Vance.

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Malagò tra l’Ice ai Giochi e il doping

Per Malagò, dunque, la presenza del contestato corpo speciale americano, non è un problema. “Dopo di che – ha aggiunto – c’è un sistema di sicurezza particolare che da sempre, come sembra, viene adottato nel caso di capi di stato o personalità di eminente prestigio americano. Per me va bene come hanno risposta sia la presidente del Cio Kirsty Coventry che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”. Sul primo caso di doping, quello dell'azzurra del biathlon Rebecca Passler, Malagò, che è stato anche presidente del Coni, ha detto: "Mi dispiace tantissimo, anche per il risalto mediatico che la vicenda ha avuto, forse anche per il fatto che è il primo caso primo caso e riguarda un’atleta italiana. Però – ha specificato – io mi sento di sottoscrivere in pieno quello che ha detto Flavio Roda (presidente della Federazione sport invernali ndr). È chiaro che la positività a un test che risulta fuori competizione esiste, però credo che sia giusto andare a fondo in tutto. Ho parlato con Roda ieri sera – ha proseguito – è a tutti gli effetti un atleta convocata per le Olimpiadi, ma non era ancora nel villaggio, quindi era diciamo "esterna". Adesso immagino ci saranno le normali procedure e contro analisi".