I dirigenti hanno anche confermato che SpaceX punta ancora a un’offerta pubblica iniziale (Ipo) a giugno. Il Financial Times ha precedentemente riportato che Musk starebbe spingendo affinché l’azienda si quotasse in borsa quel mese a causa di un raro allineamento dei pianeti Giove, Venere e Mercurio. Si prevede che l’Ipo raccoglierà fino a 50 miliardi di dollari, il che la renderebbe la più grande quotazione in borsa di tutti i tempi, superando i 29 miliardi raccolti da Saudi Aramco nel 2019. La fusione, che secondo i banchieri potrebbe complicare la tempistica accelerata dell’offerta pubblica, rientra nella visione di Musk di sviluppare “un sole senziente per comprendere l’Universo ed estendere la luce della coscienza fino alle stelle!”, ha affermato in una dichiarazione. xAI e i suoi rivali, tra cui OpenAI di Sam Altman e Meta di Mark Zuckerberg, hanno trascorso gli ultimi due anni a sviluppare i costosi data center e i chip necessari per addestrare e alimentare i loro modelli di intelligenza artificiale. Ieri Musk ha affermato che i “centri dati orbitali” saranno essenziali per il futuro della tecnologia, sostenendo che “la domanda globale di elettricità per l’IA semplicemente non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri”.
Musk fonde SpaceX e xAI: nasce il maxi-colosso da 1,25 trilioni
SpaceX di Elon Musk ha acquisito xAI per 250 miliardi di dollari. L’uomo più ricco del mondo ha unito le sue due più grandi impres...












