Milano, 3 feb. (askanews) – La Cisterna in Fondazione Prada a Milano è uno spazio molto affascinante di per sé, che spesso stimola gli artisti che lo affrontano a trovare soluzioni inattese. Succede anche con Mona Hatoum che con la mostra “Over, under and in between” ha presentato tre diversi lavori, uniti da una sensazione di precarietà e instabilità, che aderisce con inquietante precisione al nostro presente frammentato.
“Ho trovato molto interessante – ha detto l’artista ad askanews – il fatto di non essere in un neutro white cube, ma di lavorare in uno spazio con una storia: questo è un luogo industriale, con caratteristiche molto particolari. C’è una certa severità nei suoi muri fatti di un cemento molto solido, che trasmette la sensazione di trovarsi in un bunker: tutto ciò per me è stato molto stimolante”.
Il risultato sono tre ambienti caratterizzati da strutture tipiche dell’artista nata a Beirut: la ragnatela di sottili sfere di vetro trasparente del primo ambiente; la mappa del mondo con biglie rosse sul pavimento del secondo e infine la griglia, che nel terzo blocco della Cisterna, prende la forma di una installazione monumentale, ma in un certo senso minata dall’interno dalla sua stessa impossibilità di ordine e certezza.






