TORINO - In ospedale, alle Molinette, hanno condiviso la stessa camera. È stato un continuo viavai di visite istituzionali, chiamate di amici e parenti. Durante gli scontri a Torino nel vano tentativo di riprendersi il centro sociale Askatasuna è stata una questione di attimi. Lorenzo Virgulti, agente di polizia ascolano di 28 anni, in forza al reparto mobile di Padova, ha visto il collega a terra circondato dai manifestanti: calci, pugni e persino un martello. In tanti contro uno: una situazione che poteva finire ancora peggio se non fosse stato per Lorenzo. Un gesto di coraggio che oggi racconta con semplicità.

«Ho fatto scudo con il mio corpo ad Alessandro che era rimasto ferito dopo l'aggressione degli antagonisti. Era a terra, solo e senza casco, circondato e preso a calci e pugni da un gruppo di manifestanti. Ho avuto paura? No, siamo stati abituati a gestire questo tipo di situazioni».

I manifestanti dell'ex centro sociale hanno usato di tutto contro polizia e carabinieri: cartelli stradali, bombe carta, bastoni e martelli per colpire nel corpo a corpo. «Avevamo l'ordine di contenere i manifestanti ed è quello che abbiamo fatto. A un certo punto siamo stati attaccati, c'era molta confusione. Poi ho notato Alessandro ferito, gli avevano tolto il casco e non ci ho pensato due volte a intervenire».