In Europa la corruzione ha smesso da tempo di essere considerata soltanto una patologia amministrativa o un problema di etica pubblica. In un contesto segnato da guerre ibride, interferenze straniere, cattura dello Stato e crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, diversi governi hanno iniziato a trattarla come una minaccia sistemica alla sicurezza nazionale. Una scelta che ridefinisce confini giuridici e politici delicati e che riporta al centro del dibattito il ruolo dei servizi di intelligence nelle democrazie liberali.

È in questa cornice che va letta la decisione della Romania di includere esplicitamente la lotta alla corruzione nella nuova Strategia di Difesa Nazionale, adottata a fine 2025 sotto l’impulso del presidente Nicușor Dan, entrato in carica da pochi mesi.