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2 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:50

È un socio dell’Inter Club San Marino il tifoso responsabile del lancio del petardo che, nel corso della partita tra Cremonese e Inter, è esploso a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero, provocandogli una ferita alla gamba. A chiarirlo è lo stesso club nerazzurro sammarinese, che ha diffuso un comunicato per prendere le distanze dall’accaduto. “Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto – si legge nella nota – Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione del club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità”.

Una presa di posizione arrivata a poche ore dall’episodio che ha scosso il secondo tempo del match allo Zini e che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli stadi. Il lancio dell’ordigno aveva costretto Audero a ricevere le cure mediche per un taglio alla gamba e per un iniziale fastidio all’orecchio, prima di riuscire a proseguire la gara. Sul piano giudiziario, il tifoso è stato identificato già all’interno dell’impianto sportivo ed è attualmente piantonato all’ospedale Maggiore di Cremona. Secondo quanto emerso, non si sarebbe ferito durante il lancio del petardo caduto in campo, ma nel tentativo di scagliare un secondo ordigno, esplosogli in mano. Le lesioni alle falangi di due dita sono giudicate serie e non è escluso un trasferimento in un centro specializzato.