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Ultimo aggiornamento: 10:35
La violenza sessuale contro i minori passa sempre più spesso dalla rete, assumendo forme nuove e difficili da intercettare. È il caso del cosiddetto “live distant child abuse”, una modalità di abuso online che consente agli aggressori di agire “a distanza”, inducendo o costringendo i minori a compiere atti sessuali in diretta attraverso piattaforme digitali.
Sei persone sono state indagate per questo reato al termine di una complessa inchiesta coordinata dalla Procura di Milano e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale. Due uomini, rispettivamente di 47 e 31 anni, sono stati arrestati nelle province di Trento e Reggio Calabria con l’accusa di detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico.
A renderlo noto è il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, che ha sottolineato la gravità dei fatti e ha annunciato una conferenza stampa convocata in Procura. L’indagine, avviata nei mesi scorsi, ha permesso di identificare una rete di soggetti che utilizzava il web non solo come strumento di scambio di materiale illecito, ma anche come mezzo diretto di abuso.







