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Oggi parola a Messina: tassi e dazi le sfide. Incognita dollaro con la nuova Fed

Oggi l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, aprirà ufficialmente la stagione dei nuovi piani industriali del sistema bancario italiano in una fase che segna un cambio di regime. Dopo tre anni di eccezionale espansione dei margini favorita dai rialzi dei tassi, il settore entra in un contesto opposto: costo del denaro in calo, concorrenza in aumento e ritorno delle incertezze macroeconomiche. A fare da sfondo, la nascita del nuovo polo MpsMediobanca che deve ancora definire la propria architettura industriale ma che è già destinato a ridisegnare gli equilibri competitivi. Con la presentazione del piano 2026-2029 Intesa farà da bussola al comparto.

Il modello, del resto, è stato già tracciato da Messina: una banca meno dipendente dai tassi, più orientata ai servizi e alla gestione del risparmio, con una struttura dei costi sotto controllo e una forte capacità di remunerare il capitale. Il wealth management resta una delle leve principali. A questo si affianca la bancassicurazione, in particolare nei rami danni e protezione, considerata più stabile lungo il ciclo economico rispetto al credito tradizionale. Non solo. La riduzione dei costi e gli investimenti tecnologici diventeranno ancora più centrali in una fase di crescita moderata dei ricavi. Capitale e remunerazione degli azionisti completano il quadro: Intesa punta a confermare un profilo di forte generazione di capitale tenendosi lontana dal far west del risiko.