Sì, d’accordo, il referendum sulla giustizia, l’ascolto dei cittadini in vista del voto e le manifestazioni contro l’Ice in Italia per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Tutto bello, stando alle iniziative di Napoli e Milano, dove la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha portato il suo verbo, assieme a Francesco Boccia, sua ombra e guida. Ma il vero rumore di fondo che accompagna Elly, in questo tour per la penisola, non sono tanto i suggerimenti del presidente dei senatori del Pd, quanto quello prodotto dalle fibrillazioni interne al partito, unito a parole, disunito nei fatti. «Il Pd non è mai stato così unito dalla sua nascita», afferma la segretaria dei dem, parlando dal palco di “Idee per l’Italia”, l’iniziativa organizzata a Napoli da Energia Popolare, la componente che fa capo a Stefano Bonaccini. «La maggioranza si è allargata», sottolinea la Schlein, «ed è sano che ci sia anche una minoranza. La sua presenza è un valore, il pluralismo è un valore e lo difendiamo. Sono stata in minoranza anch’io quando la minoranza era sbeffeggiata, per questo pretendo rispetto per tutto e tutti, anche coloro che esprimono un’idea diversa». Dunque trattasi di un’unità teorica, fatta di tasselli e pezzi di puzzle da incastrare, come impongono le liturgie interne al partito, alla quale la Schlein non può sottrarsi, dovendo affrontare la direzione del Pd, il parlamentino interno dei dem. Senza il rito del volemose bene (o del richiamo a San Filippo Neri “state buoni, se potete”), non sta in piedi nulla.