Susanna Tamaro, che cosa hanno in comune la vicenda di Vittorio Sgarbi e quella della famiglia nel bosco che lei ha messo in parallelo sul Corriere della Sera?

«Hanno in comune la psichiatrizzazione della persona, di Sgarbi e dei bambini. Cioè il fatto che chi non rispetta dei canoni di normalità efficiente è classificato come persona bisognosa di cure, di tutori e via dicendo. È una cosa veramente vergognosa, segno di regimi totalitari. Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone. Per le persone è normale avere un momento di cedimento, di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell’ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi».

«Se proprio dobbiamo dedicare delle nuove vie, preferiamo dedicarle a figure femminili». Il succo della discussione è stato su per giù questo e così, a Calcinaia (Pisa), la maggioranza di centrosinistra ha «scaricato» il povero San Carlo Acutis, l’influencer di Dio. I fatti risalgono a pochi giorni fa quando in consiglio comunale si discuteva la mozione della minoranza sull’intitolazione di una strada al giovane morto di leucemia fulminante, recentemente proclamato santo da papa Leone XIV.