Alcuni studenti sardi fuorisede, iscritti all'Università di Torino, raccontano di essere stati coinvolti negli scontri di ieri durante la manifestazione pro Askatasuna, mentre sfilavano nel corteo pacifico.

"Eravamo ad almeno 250 metri dagli scontri tra manifestanti e polizia, io e un mio amico guardavamo vicini alle inferriate di un parco la situazione - ricostruisce all'ANSA Mariangela, 20 anni - Ad un certo punto sono arrivati almeno tre lacrimogeni davanti a noi, quelli che erano davanti tornavano indietro e viceversa.

Io e il mio amico, pensando fosse più sicura una via a dieci metri da noi, abbiamo iniziato a correre da quella parte. Le altre persone correvano dalla parte opposta, pensavamo scappassero dai lacrimogeni, invece scappavano dai poliziotti con casco, scudo e manganelli".

"In un secondo - prosegue Mariangela - ci hanno buttato a terra, non so quanto sia durato, ma con gli occhi e la gola a pezzi per i lacrimogeni non capivamo più nulla". Avete avuto paura? "Sì tanta: ci pestavano senza neanche guardarci in faccia, pesiamo 40 chili in due. Io li ho pregati di fermarsi. Urlavamo: 'perchè? stiamo solo cercando di uscire, basta'. Ho guardato un poliziotto negli occhi, dopo avergli urlato 'basta' lui ha alzato le mani in alto, per farmi rialzare. Il mio amico è riuscito a dimenarsi e venire verso di me. Non capivamo più niente. Siamo riusciti ad arrivare alla via dietro l'angolo e a scappare".