Ombre e Rivoluzioni. Comincia lunedì 2 febbraio al Tiqu di piazzetta Cambiaso (ore 21) un omaggio a Bernardo Bertolucci che comprende tre dei suoi primi film, tutti proiettati come sempre in pellicola 35mm, con copie fornite dalla Cineteca Nazionale. Primo titolo in programma, Prima della rivoluzione (1964), diretto da Bertolucci a soli 23 anni, celebre esempio di “nouvelle vague” italiana, maltrattato all’epoca in Italia ma accolto trionfalmente in Francia e all’estero. E’ il film dove compare come attore il critico Morando Morandini, e dove l’amico ligure Gianni Amico proclama di aver visto otto volte Vertigo e quindici volte Viaggio in Italia. “E tu vuoi vivere senza Hitchcock e Rossellini? – dice in un dialogo rimasto famoso – Il cinema è un fatto di stile, e lo stile è un fatto morale. Ricordo una carrellata circolare di Nicholas Ray di 360 gradi, che è uno dei luoghi più altamente morali e quindi più engagé della storia del cinema!”.
Grande amico di Bertolucci, co-autore della sceneggiatura del film, Gianni Amico si era formato nell’ambiente genovese degli anni ’50 ed era stato il principale collaboratore di padre Arpa negli anni del “Colombianum” e del festival sul cinema latino-americano realizzato a Santa Margherita e Sestri Levante, diventando poi uno dei protagonisti del nuovo cinema brasiliano anni ‘60. Dopo la sua morte, Bernardo Bertolucci vorrà scrivere personalmente la voce su di lui nell’enciclopedia del cinema Treccani. Lunedì 9 toccherà a Strategia del ragno (1970), il film che affronta il rapporto col padre attraverso un complesso viaggio politico-psicoanalitico nella memoria dell’antifascismo. E lunedì 16 la rassegna organizzata dal Laboratorio Probabile Bellamy si conclude con Il conformista (1970), ambientato nella Parigi degli anni ’30, dove un tormentato Jean-Louis Trintignant viene inviato a uccidere un professore antifascista. Sono tutti film che ebbero tra l’altro un’influenza ancor oggi sottovalutata sul cinema americano successivo. Scorsese ricordava l’effetto che ebbe su di lui, giovane studente di cinema, la visione di Prima della rivoluzione al New York Film Festival del 1964: “Vedo una composizione in bianco e nero che non avevo mai visto prima, mi sento preso da un senso di entusiasmo” scrive, e qualche anno dopo citerà il film di Bertolucci all’inizio di Mean Streets. Quanto al Conformista, con la fotografia di Vittorio Storaro, influenzerà in modo travolgente il cinema americano “high style” dei primi anni ’80, da American gigolo di Paul Schrader a Miami Vice di Michael Mann.







