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Il conduttore di Report avanza un sospetto: "Lo Stato conosce la gran parte di quei manifestanti, questi scontri servono a quel meccanismo della sorveglianza"
La sinistra non conosce vergogna. E le reazioni alla violenza scatenata dai teppisti in occasione del corteo pro-Askatasuna ne sono la perfetta dimostrazione. Martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre e oggetti contundenti scagliati contro gli agenti. Eppure le opposizioni - dopo le prese di distanza di facciata - hanno accusato il centrodestra di cavalcare gli episodi e di strumentalizzare i comportamenti di "frange isolate". Al coro si è aggiunto Sigfrido Ranucci, che ha puntato il dito contro il governo e ha evocato una sorta di complotto.
Il conduttore di Report è sempre agguerrito e in prima linea per giudicare l'etica altrui e fare la morale sugli scoop scovati dopo tanta fatica. Eppure, per parlare dei vandali che hanno assaltato le Forze dell'ordine, ha messo nel cassetto la sua veemenza e ha indossato i panni del moderato. Cosa ci dicono le immagini di Torino? Beh, in fondo queste occasioni sono il pretesto per giustificare dei meccanismi ancora di maggior controllo, cioè più repressivi, "mentre invece qui bisognerebbe avere la lucidità e la forza di dire a tutti: diamoci una calmata".






