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Otto sconfitte su 8 nelle partite durate più di 4 ore. Tenuta fisica e mentale: ecco dove può migliorare
Appunti sparsi di una sconfitta. Che, prima di tutto, non è un dramma: in fondo si parla di tennis, sport in cui perdere è più normale che vincere. Solo che Sinner ce lo ha fatto scordare. Il giorno dopo, però, il tonfo con Djokovic faceva ancora male: "Ho dato il massimo, non era la mia giornata. Ora si riparte", il messaggio sui social. A pensarci bene, sul taccuino resta qualcos'altro.
LA PREPARAZIONE Se si fa un raffronto tra il Sinner australe del 2025 e quello del 2026, si nota la differenza: non ha mai dato, se non a sprazzi, l'idea di essere al meglio (e non stava bene neppure in semifinale). Si è visto nei primi due set con Darderi e un po' con Shelton. Per il resto nell'aria c'era sempre qualcosa di strano.






