È un tranquillo pomeriggio di gennaio, quando la polizia di Stato chiude il cerchio. In provincia di Salerno viene arrestato Muhammad Waqas Nadeem, cittadino pakistano, destinatario di una Red Notice Interpol per omicidio. L'operazione è condotta dalla Digos di Salerno, su impulso della Direzione centrale della polizia di prevenzione e del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. L'uomo è condannato in Pakistan per l'uccisione di due connazionali, sentenza emessa dall'Additional District&session Judge di Sarghoda. Il blitz arriva a poche ore dalla fuga. Nadeem è pronto a raggiungere l'aeroporto di Capodichino, dove lo attende un volo verso un altro Paese dell'Unione europea. È il punto di caduta di un'indagine complessa, silenziosa, sviluppata su più livelli informativi.

Già nell'ottobre 2024, il nome di Nadeem compare nei dossier dell'intelligence. Segnalato dai servizi segreti Aisi, viene indicato come snodo di riferimento in Italia per l'agevolazione di connazionali intenzionati a ottenere visti turistici, alcuni dei quali risultati radicalizzati. Da qui partono gli approfondimenti per verificare legami con ambienti dell'estremismo religioso di matrice confessionale. L'inserimento della Red Notice Interpol da parte delle autorità pakistane accelera tutto. La localizzazione avviene a Baronissi. Una villetta bifamiliare, isolata, circondata da fitta vegetazione, nella zona industriale del Comune. È lì che Nadeem ha trasferito il domicilio da pochi mesi, insieme ad alcuni familiari. Un profilo basso, nessun clamore.