TRIESTE - Cercava in rete armi e riferimenti al martirio il 25enne pakistano arrestato questa mattina dai Ros, insieme ai carabinieri di Trieste e alle Squadre Operative di Supporto del 13esimo Reggimento Friuli Venezia Giulia, con le accuse di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale e istigazione a delinquere con le aggravanti dell’apologia riguardante delitti di terrorismo e di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici o telematici.

A carico del 25enne pendono anche le aggravanti dell'apologia riguardante delitti di terrorismo e di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici o telematici. Il fermo è avvenuto stamattina. Si tratta di un cittadino pakistano di 25 anni entrato illegalmente in Italia nel 2023 attraverso la Rotta balcanica. L'indagine, denominata "Medina", trae origine dal monitoraggio che i Carabinieri del Ros effettuano anche sul web su persone potenzialmente a rischio radicalizzazione. In questo caso, il 25enne era entrato in Italia dichiarando false generalità e di essere minorenne per richiedere la protezione internazionale. Era ospite - assieme ad altri tre connazionali - in una struttura gestita dal Consorzio Ics che "era all'oscuro di tutto" ha precisato la Procuratrice della Repubblica Patrizia Castaldini. Era un fervente religioso, pregava quotidianamente ma non frequentava il centro islamico.