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L'attacco del magistrato ai "cattivi maestri". Mastrocola: "Qui ormai si respira paura"

La procuratrice generale del Piemonte scuote l'universo radical chic. Lucia Musti sceglie l'inaugurazione dell'anno giudiziario. La sua è una sberla diretta all'"upper class". Quella che, per la procuratrice, tollera le "piazze" che vengono "utilizzate come strumento di lotta". Nella giornata in cui Torino viene messa a ferro e fuoco dagli antagonisti, una donna della Giustizia le canta all'"area grigia colta e borghese", come la definisce, che solletica la lotta contro lo Stato dei "professionisti della violenza". È una parte della società - afferma - che avrebbe tutt'altro compito. E cioè quello di "svolgere una illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole democratiche". Ma fa altro, qualcosa di più grave dell'inazione. Le conseguenze le paga Torino, che da tempo è costretta a una "limitazione della propria libertà di locomozione e di vita". Una città "blindata", tenuta in "scacco di pochi ma violenti facinorosi". Questo è il risultato dell'abbraccio tra centri sociali, pro Pal, anarchici, massimalisti e simili.