La censura rossa ha colpito ancora. Con un’aggravante: lo ha fatto nel palazzo che più di tutti dovrebbe garantire il diritto di parola e di espressione al popolo italiano: la Camera dei Deputati. I fatti. Succede che un manipolo di parlamentari appartenenti a Partito democratico (si fa per dire), Movimento Cinquestelle e Avs, ieri mattina si è presentato nella sala stampa della Camera per impedire fisicamente l’ingresso del parlamentare Domenico Furgiuele (che aveva organizzato l’evento a titolo personale) e dei suoi ospiti, che alle 11.30 avrebbero dovuto incontrare i giornalisti per presentare la proposta di legge popolare sulla remigrazione.

Quando Furgiuele è arrivato in sala è stato fisicamente accerchiato dai suoi colleghi d’opposizione che, sulle note dell’immancabile “Bella ciao” hanno impedito il democratico svolgimento della conferenza stampa. Alcuni deputati hanno intonato “Fischia il vento”, altri ancora si sono messi a leggere la Costituzione, trasformando la Camera in una succursale di un centro sociale. Poi, dopo una ventina di minuti di folklore rosso, la conferenza stampa è stata definitivamente annullata, così come tutte le attività in programma ieri. La decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana si è resa necessaria per «motivi di ordine pubblico». Così come quella di chiudere la stessa Camera al pubblico, dopo che Furgiuele aveva tentato di far entrare i suoi ospiti da un ingresso laterale.