La faccia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al posto di quella di un cherubino in un affresco in una cappella della Basilica di San Lorenzo in Lucina. Può sembrare una storiella inventata per divertirsi ma è successo davvero e il caso diventa non solo politico ma tocca l’ambito del sacro e della spiritualità, peraltro nella città santa, cuore del cristianesimo. Almeno l’arte è stata messa da parte: l’affresco è di recente realizzazione (2000) e aveva bisogno di una ritoccatina. La restaurazione è diventata però una specie di tazebao o bacheca facebook: la somiglianza tra il volto affrescato e quello della premier è troppo evidente perché sia tutta una coincidenza, per giunta il cherubino vagamente governativo tiene in mano pure una pergamena che raffigura l’Italia. L’interessata, modella involontaria dell’artista, la butta sul ridere ma naturalmente gongola e su facebook sceglie proprio questo tema (tra i vari che hanno animato almeno fino a sera questo ultimo sabato di gennaio) per dire: “No, decisamente non somiglio a un angelo”. Ma intanto parla il parroco della basilica, parla il restauratore, si muovono il ministero e il vicariato di Roma. L’imbarazzo è delle istituzioni, meno dei protagonisti della vicenda.