Al museo MAXXI, a cinque anni dalla morte, arriva la mostra Franco Battiato. Un’altra vita.

Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI, è stata curata da Giorgio Calcara con la nipote Grazia Cristina Battiato, figlia del fratello Michele. Organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS, è stata creata, come ha detto Grazia Cristina Battiato nella presentazione della mostra venerdì, “per portare alle nuove generazioni il messaggio di Franco Battiato perché possano, attraverso la sua musica e la sua arte, capire che l’amore e la gentilezza abbattono i muri”. La mostra sarà visitabile nello spazio Extra del MAXXI fino al 26 aprile.

La mostra si articola in uno spazio di 500 metri quadrati. L’omaggio sonoro alla musica di Battiato è minimo, si spande in sottofondo ma parte da un un ottagono nel quale è sato montato un impianto acustico dietro le tende nere. Nel camerino si possono ascoltare al buio, restando finalmente soli, con l’aiuto dell’audio di qualità di 11 casse in Dolby Atmos, cinque capolavori pop di Battiato. Il video parte un attimo dopo l’audio ma la piccola smagliatura non stona nella casa momentanea di Battiato ricomposta al MAXXI. Anzi. Sembra quasi di sentirlo il ‘Maestro’, preciso e meticoloso nella sua leggerezza, che se la ride degli adepti di ogni età che ascoltano e talvolta ballano (le più giovani) “Cerco un centro di gravità permanente”, in religioso silenzio, al buio, in gruppi di poche persone, celebrando la fede nello splendido ballerino col colbacco di astrakan che dallo schermo li guarda ironico mentre balla e canta fuori sincro.