VENEZIA - Un universo quello tracciato da Franco Battiato, anzi, un "arcipelago" come recita l'omaggio che al maestro siciliano dedica, in occasione degli ottant'anni dalla nascita, l'Archivio Storico della Biennale di Venezia. Lunedì 17 e martedì 18 novembre, al Teatro alle Tese all'Arsenale alle 21, sarà in scena "Arcipelago Battiato", progetto speciale in collaborazione con la casa editrice SZ Sugar.
Attesi materiali del musicista «in una nuova forma», con trascrizioni, arrangiamenti e rielaborazioni dei compositori Leonardo Marino (anche tra i musicisti) e Michele Tadini, affiancato nel live electronics da Thierry Coduys. La regia è di Antonello Pocetti, che condivide l'allestimento con Antonino Viola. In scena, vera protagonista, la voce di una star di massimo calibro nel panorama nazionale, che poco abbisogna di presentazioni, grazie alla capacità di spaziare con successo fra i più diversi registri: Malika Ayane. Le abbiamo chiesto qualche anticipazione.
Come si è concretizzato il progetto "Arcipelago Battiato", che spiega sue recenti apparizioni in Laguna?
«Durante l'ultima edizione di Biennale Danza, con questa squadra straordinaria abbiamo approfittato per fare un po' di prove, per conoscerci. Mi sembra di essere tornata ad una giovinezza, non c'è niente di più straordinario nella vita, e terrorizzante, di rimettersi in gioco completamente. E questo progetto galvanizza e nello stesso tempo spaventa, coinvolge professionisti di massimo livello, mi ritengo privilegiata. La Malika degli anni dello studio è qui a provare con un'ansia clamorosa, a studiare con il metronomo e una partitura».









