Arcipelago Battiato, in programma il 17 e 18 novembre al Teatro alle Tese dell’Arsenale di Venezia, è un omaggio al cantautore siciliano nell’ottantesimo anniversario dalla sua nascita. Il progetto fa parte del ciclo di iniziative dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, qui in collaborazione con la casa editrice SZ Sugar.
“È un incedere felice dell’amore, un’idea festosa e di pienezza, ecco cos’è la poetica di Franco Battiato – scrive Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia. - Egli è l’innamorato dell’Amato. L’Ombra della Luce – uno dei brani scelti dal maestro Tadini, oggi affidato a Malika Ayane – è tra la più bella delle preghiere. C’è il senso dell’abbandono al Misericorde, ed è supplica ‘non abbandonarmi mai, non mi abbandonare mai’”.
Autore di culto, Battiato ha impresso una svolta di stile e di pensiero nella musica italiana con l’ampiezza e la libertà delle sue sperimentazioni (dall’opera alla musica sacra, dal rock progressivo al pop), su cui si innestano suggestioni letterarie, mistico-filosofiche, artistiche in un connubio unico tra tensione alla ricerca e dimensione trascendente. Arcipelago Battiato racchiude così l’omaggio al compositore tra brani come Pollution e Sequenze e Frequenze, frutto della sua pionieristica sperimentazione elettronica con i primi sintetizzatori analogici, per abbracciare il respiro degli archi e di una ricca strumentazione acustica lungo le tante svolte della sua vita creativa. Con album da Come un cammello in una grondaia (1991) dalle forti influenze classiche, L’ombrello e la macchina da cucire (1995), che avvia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, Fleurs (1999) per pianoforte e quartetto d’archi con inediti di canzoni di altri autori scelti per affinità elettive. E ancora, da Dieci stratagemmi (2004), Il vuoto (2007), Inneres Auge (2009), fino a Joe Patti’s Experimental Group (2014), che segna il ritorno all’elettronica delle origini.







