«La pace è anzitutto dono, a tal fine vi invito a riflettere sul fatto che non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a se stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi. Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la pace, affermava a riguardo che “il più grande distruttore della pace è l’aborto”. La sua voce rimane profetica: nessuna politica può porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale». Lo dice papa Leone ricevendo in udienza i partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet”.

Realizzare la pace quando manca

«In tempi feriti da molte ingiustizie, dalle violenze e dalla guerra», ha detto Prevost, bisogna ricordare che «la pace è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare. La pace è alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c’è, e di realizzarla, quando manca. La pace, infine, è promessa, perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà».