Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla tragedia di Calimera (in provincia di Lecce), del 18 novembre 2025, quando Najoua Minniti avrebbe ucciso nel sonno il figlio di 8 anni, Elia Perrone, per poi allontanarsi e suicidarsi a Torre dell’Orso. La pm Erika Masetti, titolare del fascicolo in cui si ipotizzano i reati di omicidio volontario e istigazione al suicidio a carico di ignoti, ha conferito incarico all’ingegnere informatico Antonio Tamborrino di effettuare la copia forense dei tre telefoni che erano nella disponibilità della 36enne, originaria di Polistena (in provincia di Reggio Calabria), per estrapolare il contenuto di messaggi e telefonate che la donna avrebbe effettuato nelle ore che hanno preceduto la doppia tragedia.

Addio al piccolo Elia, ucciso dalla mamma: Calimera si è fermata. “Nelle famiglie serve il dialogo”

di Francesco Oliva

26 Novembre 2025

Come doppia è la finalità dell’accertamento: escludere coinvolgimenti di altre persone nella morte del bambino - in particolare risalendo al contenuto di una telefonata che la donna avrebbe effettuato intorno a mezzogiorno del 18 novembre - e responsabilità a carico di persone ancora non identificate nella decisione della donna di togliersi la vita. Gli esiti della consulenza dovrebbero essere depositati nei prossimi due mesi. Al vaglio anche il telefonino di Fabio Perrone, l’ex compagno della donna e padre del bambino, per verificare se ci siano stati contatti e di che tenore con la 36enne a ridosso dei fatti.