Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Donald Trump ha portato gli Stati Uniti a essere una potenza transazionale che utilizza la coercizione e la forza per ottenere vantaggi immediati

La pubblicazione della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense, avvenuta a dicembre, e quella della nuova Strategia di Difesa Nazionale di gennaio, hanno messo nero su bianco quella che ormai è diventata la nuova politica estera degli Stati Uniti, facendo segnare una svolta che appare epocale nel modo in cui gli Usa si pongono nei confronti del mondo.

Più ancora è stato l’intervento di Donald Trump al forum economico internazionale di Davos a mettere in chiaro questo cambiamento: non si è trattato semplicemente dell’ennesimo discorso provocatorio, bensì il discorso del presidente Usa ha incarnato nettamente un nuovo tipo di colonialismo delle grandi potenze, ovvero transazionale, coercitivo, senza scuse e privo di rimorsi storici. Il messaggio di Trump è stato brutalmente semplice: la sicurezza segue il potere, il potere segue la forza economica e le alleanze sopravvivono solo se servono l'interesse nazionale immediato. Tutto il resto – valori, norme, sentimento storico – è negoziabile. Trump ha più volte dimostrato di non cercare approvazione, ma il rispetto. Questo atteggiamento è stato più volte dimostrato dalla sua retorica verso la Nato di cui viene messa in discussione l'affidabilità etichettandola come “ingrata”, mettendo in dubbio gli impegni di difesa reciproci, minacciando dazi sugli alleati e lanciando apertamente l'idea di acquisire la Groenlandia. Il messaggio implicito all'Europa è stato inequivocabile: la protezione non è più gratuita e la sovranità è condizionata. La posizione più decisa da parte di alcuni paesi/alleati europei come il Canada e la Francia, e alcune critiche interne agli Stati Uniti molto probabilmente provenienti anche da alcuni ambienti del Pentagono, lo hanno costretto a moderare la sua retorica, ma resta un dato di fatto: gli Stati Uniti non intendono più essere egemoni tout court, ma sono passati a un atteggiamento transazionale verso il resto del mondo, alleati compresi.